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La storia della popolazione Koryo-saram—o coreana sovietica—risale alla fine del XIX secolo, quando il declino della dinastia Joseon costrinse le comunità coreane a lasciare il paese e spostarsi verso l'estremo est russo, dove si stabilirono e prosperarono fino al 1937, finché le repressioni staliniane non le sradicarono. Chi riuscì a sopravvivere si reinsediò in Asia centrale, portando la diaspora Koryo-saram in paesi come Uzbekistan, Kazakistan, Russia e Ucraina.
La designer di Tashkent Jenia Kim (@puktyai) utilizza il proprio brand J.Kim (@j.kim), fondato nel 2013, come mezzo per esplorare la propria identità ed eredità culturale. Nata in Uzbekistan, Jenia è una degli oltre 500.000 Koryo-saram, etnia di origini coreane storicamente repressa e internata in massa nell'Unione Sovietica, e che oggi si è stanziata in diversi luoghi tra l'Europa orientale e l'Asia centrale.
“Come etnia a sé stante, la popolazione Koryo-saram non possiede un vero e proprio costume. Per questo, con J.Kim, ho voluto creare qualcosa di mio: una sorta di costume tradizionale dell’etnia coreana sovietica, ma collocato nel mondo contemporaneo," racconta la designer.
Ora, Jenia è pronta a guardare oltre: “Voglio dare spazio a un percorso importante, per me e per altre persone come me,” afferma. Così, negli ultimi mesi, la designer ha contattato 7 Koryo-saram con origini, provenienze ed esperienze diverse per parlare della loro storia, della loro identità e del loro senso di casa.
Vai al link in bio per leggere cosa ci hanno raccontato.
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