grazia_it
Aug 11
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Imperfette? Un po’ va bene, ma non troppo... La direttrice di Grazia @silvia_grilli domanda provocatoriamente quanto siano autentiche le campagne di “body positivity” che vogliono comunicare la bellezza di stare bene nel proprio corpo, qualsiasi forma abbia. Nel suo editoriale sul numero di Grazia, da oggi in edicola e su app, Grilli scrive: «Alle donne viene detto che il loro fisico è bello così com’è e non devono cercare di raggiungere modelli impossibili. E per sostenere la buona causa dive stupende mostrano qualche difettuccio, la moda manda in passerella splendide indossatrici curvy, la politica professa l’inclusione. Per esempio la ministra spagnola per le Pari opportunità ha lanciato un’iniziativa con 5 donne dalla bellezza diversa, con l’intento di superare i canoni tradizionali. Ma poi le persone rappresentate hanno denunciato di essere state post prodotte: il loro fisico è stato corretto. È la dimostrazione che non abbiamo superato le regole canoniche: la diversità viene accettata solo fino a un certo punto. Nonostante tutti i passi avanti che abbiamo certamente fatto, siamo ancora prigionieri di criteri imperanti e una cosa è mostrare qualche curatissima pecca fisica, un’altra è vivere in un corpo che ci hanno fatto odiare fin da piccoli. Chi coabita con un fisico che non accetta e desidera enormemente di cambiarlo senza riuscirci, chi spegne la luce mentre fa l’amore, chi al mare non va proprio per la vergogna di mostrarsi e vive in isolamento la sua sofferenza, come può sentirsi davanti a tutti quei sorrisi che proclamano la meraviglia dell’imperfezione?».
Voi che cosa ne pensate? Potete leggere qui sopra, scorrendo le foto, l’editoriale della direttrice di Grazia @silvia_grilli sul nuovo numero da oggi in edicola e su app.
#ioleggograzia #editoriale #silviagrilli #bodypositivity
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