E così pare che sian cento le volte in cui ci siam presi e di nuovo lasciati. Cento: ti tengo la mano: l'accompagniamo piano: la porta. E delle volte: la camicia s'è strappata: non si può ricucire: ma si può ricomprare. Cento: sorrido: mi manca il fiato. Non so stirare, [ma qualcuno ha giurato d'avermi sentito dire la parola "ancora".] E ancora: Non so se ce la faccio a farlo, [ma ci s'attira vicendevolmente, non si cade]. Anche se non la si può prevedere, [della poesia], nei pestatini. Cento: ci dev'essere stata qualche luna [in cancro]. E le braghe che si aprono tra le cosce. E la riga dei pantaloni stropicciata. E quel nodo alla gola mentre vi guardo. E mi guardo. E continuo a chiedermi com’è possibile che. Cento. E altre cento. E "ancora" ancora e ancora. Cento grazie cento volte @giovanfrancesco e @gianmariaborzillo
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