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Con i social media l’eredità culturale che nel tempo ha definito un marchio e chi lo ha indossato ha smesso di essere un valore a sé stante, mentre una delle conversazioni più interessanti intorno alla moda è diventata proprio l’interpretazione di quell’eredità. È successo sia nei grandi marchi del lusso sia ai marchi che provenivano da quegli angoli della moda fino a quel momento considerati underground o separati dalle passerelle, come lo streetwear o lo sportswear, che invece hanno svolto un ruolo fondamentale nel ridisegnare il guardaroba contemporaneo. Anche @moncler, che nasce nel mondo dell’abbigliamento tecnico-sportivo, ha attraversato questo percorso di riposizionamento, rimanendo però fedele alla sua, di eredità culturale. Per celebrare i suoi settant’anni di storia, Moncler ha scelto di far reinterpretare il piumino Maya da sette affermati designer che avevano già partecipato al progetto Genius, che saranno disponibili in edizione limitata in negozi e rivenditori selezionati. Su Rivista Studio abbiamo voluto raccontare la trasversalità del nuovo Moncler Maya con una speciale storia fotografica, in cui la fotografa Anna Adamo e la stylist Anna Carraro hanno selezionato dei volti di gente comune di tutte le età, scattati per le strade di Milano. Rivista Studio è in edicola da oggi. Direzione creativa @tommasogarner Foto @anna_adamo Moda @annacarrangeles_ Testo @silschirinzi
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