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#ONCEUPONATIMEINFLORENCE
27 settembre 1956 muore a Firenze Piero Calamandrei
Non esiste per uno stato una norma più importante dell'atto costituente e non esiste forse ruolo più importante per un cittadino dell'aver partecipato a quel momento fondante.
Piero Calamandrei fu infatti membro dell'Assemblea Costituente italiana, figura eminente dello scenario politico e culturale del secolo scorso, ma anche molto più di questo.
Spinto da veri valori democratici, non privi di una limpida visione sociale libertaria e ugualitaria, si
dedicò all'attività forense, a quella di giurista e all'insegnamento accademico. Negli anni '20 collaborò con Salvemini e con i fratelli Rosselli fondando il Circolo di Cultura di Firenze, partecipò alla rivista 'Non Mollare' e all'associazione 'Italia Libera', che avrebbe più tardi ispirato il movimento 'Giustizia e Libertà' e in seguito il Partito d'Azione. Calamandrei aderì anche all'Unione nazionale antifascista promossa da Amendola e alla sottoscrizione del manifesto degli intellettuali antifascisti di Benedetto Croce. Nei primi anni '40, benché scevro da legami con il Partito Fascista, partecipò attivamente alla formulazione del nuovo Codice di procedura civile (1942), in buona parte ancora in uso. Finita la Seconda Guerra mondiale in Calamandrei si accese maggiormente la fiamma della passione politica che lo vide protagonista durante tutta la stagione costituente (1946-1948), dove portò il suo contributo di giurista libero, laico e anticonformista.
Durante tutto l'arco della sua esistenza mai ruppe il cordone ombelicale con Firenze, che nel2012 ha reso onore alla sua memoria intestandogli il Nuovo Palazzo di Giustizia a Novoli.
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