Il traghetto è la giusta pausa. Il mare del nord è un poco mosso, quel tanto che serve a cullare il corpo stanco e finalmente abbandonato dentro una larga poltrona. Ne approfitto per scrivere il veloce resoconto della terza tappa. Ci siamo infine ritrovati tutti e tre alla stazione di Amburgo e la foto testimonia freschezza e voglia di viaggio. Più di ottocento chilometri dopo le facce erano un poco diverse e di nuovo la fotografia lo testimonia. La Germania ci regala l’ultima coda autostradale impossibile e il mio navigatore (ho imparato a ubbidirgli e a seguirlo bovinamente) ci fa uscire in mezzo ai paesini per bypassare la Stau. Attraversiamo il confine con la Danimarca le cui strade sono finalmente senza code ma i cieli sono gravidi di tanta pioggia, che prendiamo tutta. La Danimarca è davvero piatta; il Montagnone (per chi vive a Ferrara) e la Collinetta di San Siro (per chi vive a Milano) qui farebbero la loro porca figura. Campi e mulini scorrono ai lati mentre acceleriamo per non mancare l’appuntamento con il traghetto che dalla terra danese ci condurrà a Kristiansand, in terra di Norvegia. Arriviamo appena in tempo e infatti siamo gli ultimi della fila! Due ore e mezzo di traghetto e finalmente raggiungeremo il tanto sospirato albergo. Da domani la Norvegia inizierà a stupirci.
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